Ho deciso di trascrivere il mio intervento alla IV Conferenza Nazionale dei/delle Giovani Comunisti/e, svoltasi a Pomezia (Roma) dal 19 al 21 febbraio.
Non so se essere più fiero del lavoro svolto nella nostra federazione, tra le poche in Italia che ha registrato nel 2009 un aumento di iscritti, dove il lavoro politico serio e responsabile sta riportando giovani, ex iscritti e nuovi compagni in questo nostro bel partito e nel progetto della Federazione della Sinistra.
Ma prima dicevo che non sapevo se essere più fiero del nostro risultato o preoccupato dalla situazione dei giovani comunisti piemontesi.
Non penso che questa conferenza sia l'occasione giusta per parlare del modo in cui la nostra organizzazione è stata indebolita, della pessima gestione o della indecorosa fine.
Penso che questa conferenza debba indicarci come operare e tentare di ricostruire una struttura giovanile; abbandonare le scorie e preoccuparci di capire e agire nel presente.
Io e altri compagni della provincia, notare bene che parliamo della provincia piemontese/di Cuneo, storicamente "bianca" e lontana da qualsiasi tradizione operaia, ci stiamo provando.
Una provincia che sta riscoprendo il piacere dell'aggregazione, il coinvolgimento dei giovani in attività ludiche e culturali nelle sedi di Rifondazione.
La partecipazione a tutte quelle iniziative innescate dall'idea del "Partito Sociale", secondo me vera linfa vitale per il PRC: i GAP, il volontariato in Abruzzo nelle Brigate di Solidarietà Attiva, Arancia MetalMeccanica... esperienze che ci hanno fatto riscoprire, tra l'altro, cosa bizzarra per dei militanti comunisti, la classe operaia.
Siamo stati tra i sostenitori e partecipi di una lotta in una fabbrica locale, siamo realmente saliti sopra i tetti con loro.
Siamo stati tra i sostenitori e partecipi di una lotta in una fabbrica locale, siamo realmente saliti sopra i tetti con loro.
Ed abbiamo "scoperto" che gli operai non sono tutti leghisti, ma sono semplicemente incazzati. Incazzati non solo per la loro situazione ma anche perché la politica non li sostiene. Magari non ci sarà una crescita elettorale ma una nostra piccola crescita c'è stata, Rifondazione Comunista non è più soltanto un partito che blatera di lavoratori, ma che parla ai lavoratori e discute e lotta con e per i lavoratori.
La nostra sfida in Piemonte deve essere questa, tentare un radicamento sui territori e nei territori, fare attività concreta e non dimenticare la propria formazione e i propri obiettivi. E' una sfida che ha bisogno di essere sostenuta dall'organizzazione nazionale.
Una regione che vive tutte le contraddizioni possibili ed immaginabili:
CAPITALE - LAVORO: le delocalizzazioni e deindustrializzazione stanno impoverendo il tessuto sociale di vaste aree, e i giovani sono stritolati nella precarietà (il suicidio di Emanuele Vacca...)
AMBIENTE: la TAV è "paradigmatica", ma non dimentichiamo il nucleare, inceneritori...
LAICITA': la Bresso, che ci piaccia o no, ha permesso la sperimentazione della pillola abortiva. Le destre intanto promuovono firme a difesa del crocifisso.
MAFIA: Libera in Piemonte gestisce già diversi beni confiscati.
RAZZISMO: La Lega Nord. In Piemonte l'alternativa alla coalizione Bresso è Cota. Il leghismo coinvolge tanti, troppi giovani anche nei più piccoli centri. A questa capacità aggregativa dobbiamo riproporre una cura più attenta alle relazioni anche personali e ridefinire una vera e chiara alternativa di società.
Per concludere non parlerò della scelta, che condivido, di appoggiare la candidatura Bresso con un accordo che sottolineo, non politico ma tecnico.
Dobbiamo prima "sopravvivere" e poi preoccuparci di costruire un'organizzazione strutturata in tutta la nostra regione, sostenere le lotte non solo a parole ma anche con i fatti, confronto e discussione interna.
Noi ci proveremo e sono sicuro che ce la faremo.
Nello Fierro, GC Cuneo
Pomezia 20 febbraio 2010
1 commento:
bravo nellino come sempre sono fiero di te!
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